Silvia

«Capisco la preoccupazione per questo referendum, per le sue conseguenze. Anche io sono incazzata e preoccupata. Ma le persone non sono improvvisamente impazzite, forse; non si sono improvvisamente trasformate in mostri. Le persone di cui tu parli, sono sempre le stesse: sono le donne e gli uomini che abbiamo sempre frequentato e che condividono con noi molte cose, molti principi. Le donne e gli uomini per cui abbiamo fatto tanto, per cui hai dedicato e con cui hai passato tanto tempo. Non hai pensato che, forse, loro danno semplicemente a questa vicenda un significato diverso da quello che gli dai tu? Magari, la vivono semplicemente con più leggerezza, con più pragmatismo, con più positività. Magari, ci vedono qualcosa che al momento noi non riusciamo a vedere, e che non necessariamente è così orribile». 

Silvia fece una breve pausa, giusto il tempo di riprendere il fiato. 

«Dici che domani voterà ‘Sì’ l’80, il 90, il 100%», proseguì. «Può essere. Ma se sarà così, vorrà dire che anche tanti compagni, tante persone che l’hanno sempre pensata come noi, tante persone per cui abbiamo sempre avuto la pretesa di lottare, vedono qualcosa di buono in questa iniziativa. E quindi, se così sarà, perché non provare a dare un po’ di fiducia a questo 80, 90, 100%?».