I forestieri e l’anima della città

Ducos, Wührer, Guillaume, Coen, Wimmer, sono solo alcuni tra i cognomi delle famiglie di ‘immigrati’ che nell’800 hanno contributo in maniera notevole alla nascita della Brescia moderna. L’impronta di queste famiglie di forestieri, giunte a Brescia spesso al termine di vicende rocambolesche ed incredibili, è spesso visibile ancora oggi tra le pieghe dei luoghi o nella cultura e nell’identità locale.

Franz Xaver Wührer
(Obernberg am Inn, 1792 – Brescia, 1870)

I racconti che compongono I forestieri e l’anima della città traggono spunto dalle vite di dieci di questi personaggi diversissimi tra di loro, ma accomunati dal fatto di essere originari dell’altrove. Ispirandosi a eventi realmente accaduti, le istantanee proposte accompagnano così il lettore nei meandri dell’epoca storica che più di tutte ha contribuito a forgiare la città e la mentalità dei suoi abitanti, la seconda metà dell’Ottocento, indagando le interazioni decisive tra questi forestieri e la realtà autoctona.

Davanti agli occhi del lettore, viene così gettata una luce inedita sulle vite dei magnati calvinisti che portarono in provincia l’industria; vengono ripercorsi i moti dello spirito degli austriaci che “inventarono” Gardone Riviera, o l’ultimo sogno del nobile francese esiliato dalla Rivoluzione che fondò a Brescia il primo teatro stabile dedicato al circo e alla prosa. Si materializzano gli anni burrascosi delle lotte anti-asburgiche, in un turbinio di polacchi mazziniani e di austriaci che decidono di rivoltarsi proprio contro l’Austria per la libertà dei bresciani. Vengono indagati l’ingresso in città di nuove confessioni religiose, di nuove professioni, dell’illuminazione pubblica; ma anche le difficoltà di comunicazione, i sospetti, il desiderio di rivalsa, le crisi d’identità, i meccanismi di esclusione ed i tentativi più consapevoli di traduzione.

Utilizzando Brescia come ‘caso di studio’ indagato attraverso lo strumento letterario, ed unendo ricostruzione storica, tensione narrativa e risvolti psicologici individuali, I forestieri e l’anima della città interroga il lettore su quel naturale fluire delle genti che è parte costitutiva delle vicende umane ed è alla base del tessuto e dello spirito mutevole di quel meraviglioso organismo chiamato ‘Città’, e di tutti noi che ne siamo ospitati.Un libro necessario, in quest’epoca di rimozione e di fantasie identitarie, per riconoscere il contributo senza tempo dell’alterità alla costruzione di tutto ciò che oggi rivendichiamo come nostro.

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